Relazioni di vie alpinistiche e vie di roccia

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Relazioni vie di roccia: Slovenia - Osp (Ospo)

Medo (Osp - Slovenia)

Apritore: -
Anno: -
Quote di partenza e arrivo: -
Dislivello: -
Sviluppo:120 mt
Tiri di corda: 4
Difficoltà massima: 5c
Tempo di salita: 1h 30min.


relazioni - Via Medo - Ospo, Slovenia

Come raggiungere l'attacco

Da Osp prendere il sentiero che porta al settore “Stena”, zona bassa del complesso roccioso, dove si apre la grotta. Il sentiero sale sorpassando due ponticelli di legno e lasciando sempre a sinistra il fiumiciattolo e infine scende verso la grotta.
Arrivati nel settore “Stena”, salire verso destra, e seguire il sentiero che, tenendosi la parete sulla sinistra, a circa 50 metri dalla grotta si discosta dalla roccia, infilandosi per qualche metro nel bosco.
Il problema principale della via è trovarne l'attacco poiché non è segnato e non si vedono spit da terra.
Quando il sentiero si ricongiunge alla parete, nei pressi di uno spiazzo, salire un piccolo diedro (circa due metri), sopra il quale, sulla sinistra, si trova un piccolo terrazzo. Qualche metro più su, sulla roccia, ben nascosto, si trova il primo spit. Punto di riferimento da tenere presente è l'incunearsi della via (a circa 15 metri d'altezza) fra due massi sopra i quali, fra le pieghe della roccia, si intuisce la cengia della prima sosta.


I tiro

25 metri, difficoltà 3
La via si sviluppa su roccia appoggiata e poco stabile. Sale dritta per una decina di metri e si infila tra due massi per volgere poi a destra su una comoda cengia erbosa dove si trova la catena per la sosta.

II tiro

30 metri, difficoltà 5b
Dalla cengia la via parte in traverso che sale leggermente verso destra per una decina di metri fino ad un terrazzo cinto da cespugli. A quel punto la via sale per qualche metro per poi piegare nuovamente a destra fino a una piccola cengia e un albero, dietro cui sono presenti gli anelli per la sosta.

III tiro

35 metri, difficoltà 5c
Dalla sosta la via piega a destra dopo un masso e sale irregolarmente superando brevi tratti di placca e massi squadrati, ai quali seguirà la linea di una crepa verticale, alla cui fine, a pochi metri sulla sinistra, tra degli alberi, si trovano gli anelli della sosta. Questo è il tiro pił divertente e faticoso della via. A causa della sua lunghezza e del suo sviluppo per niente lineare, verso la fine del tiro si accumulerà molto attrito sulla corda, che sarà anche faticosa da recuperare una volta in sosta.

IV tiro

30 metri, difficoltà 5c
La via sale verso sinistra lungo una diagonale poco inclinata e diretta. Dalla sosta, sorpassato un piccolo muro, la via sale, superando dei cespugli, su pezzi di placca o verticali fino ad un'ultima fessura, sopra alla quale si trova la catena della sosta.


Note aggiuntive

La via offre una buona sintesi dei diversi stili d'arrampicata: placca, traverso, tecnica Dülfer e così via, rendendo piacevole e non banale la salita.
Prestare attenzione al primo tiro poiché la roccia non è molto stabile ed è spesso marcia e gli spit sono molto distanti e poco evidenti e in alcuni casi ci si assicura su chiodi anche vecchi. Gli altri tiri sono invece caratterizzati da un'ottima roccia e le protezioni sono vicine tra loro.


Materiale necessario
10 rinvii, cordini, fettucce e moschettoni per attrezzare le soste.

Tempo di avvicinamento
10/15 minuti dall'abitato di Osp.

Discesa
La discesa va effettuata con cinque calate in corda doppia (se si ha una corda da 70 metri), partendo dalla catena dell'ultima sosta di salita e scendendo leggermente a sinistra rispetto al percorso di salita.
Attenzione: la terza calata (quella che parte da una sosta su una piccolo ballatoio inclinato ed esposto) è in parte nel vuoto e ci si trova a una distanza di qualche metro dalla parete. Per raggiungere la sosta sarą necessario cominciare a dondolarsi slanciandosi dalla parete prima di trovarsi completamente nel vuoto. Oppure scendere alcuni metri sotto la sosta e arrampicare fino a raggiungerla.


Ottobre 2010
Tommaso Dreossi, Gabriele Culot, Matteo Sione, Riccardo Taddei


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